Pignoramento TFR – limiti e procedure
Pignoramento TFR: due possibilità
I creditori sfruttano l'espropriazione forzata per recuperare parte del debito. In generale, il pignoramento TFR è limitato a un quinto dell'importo. Vediamo i casi specifici in cui questa limitazione può variare.
TFR non ancora accreditato Se il TFR è ancora in mano al datore di lavoro, il creditore potrà richiedere un quinto della somma dopo l'udienza di assegnazione. Questo importo sarà versato dal datore di lavoro e non direttamente dal debitore.
TFR già accreditato Se il TFR è già sul conto corrente del debitore, il creditore potrà notificare l'atto di pignoramento alla banca. Qui si distinguono due situazioni:
Pignoramento dopo l'accredito: il creditore potrà pignorare l'importo che eccede il triplo dell'assegno sociale, non solo un quinto, poiché queste somme non sono più considerate come retribuzione.
Pignoramento prima dell'accredito: il creditore potrà pignorare solo un quinto dell'importo, come nel caso del pignoramento stipendio.
Pignoramento TFR Agenzia delle Entrate e Riscossione
Se si tratta di pignoramento TFR da parte di Equitalia, i crediti alimentari possono essere soddisfatti in base alle decisioni del giudice. Se ci sono più creditori, il limite di pignoramento TFR è la metà dell'importo.
Inoltre, l'Agenzia delle Entrate e Riscossione può effettuare il pignoramento TFR e stipendio con i seguenti limiti:
Stipendio inferiore a 2.500 Euro: fino a un decimo dell'importo
Stipendio tra 2.500 e 5.000 Euro: fino a un settimo dell'importo
Stipendio superiore a 5.000 Euro: fino a un quinto dell'importo